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STATUTO

DEL COMITATO REGIONALE ANSPI

DELL’EMILIA-ROMAGNA

 

 

PREMESSA

L’Atto Costitutivo del Comitato Regionale ANSPI EMILIA-ROMAGNA risale al 23 febbraio 1976 ed è stato registrato all’Agenzia delle Entrate presso l’ufficio competente di Bologna in data 22 dicembre 1978 con n° 16795.

Il Comitato ha adeguato lo statuto il 27 giugno 1998 ai sensi del D.L. 460/97 e il 12 ottobre 2008 per adeguarlo alla Legge 383/00 e alla Legge Regionale Emilia-Romagna n° 34/2002 ottenendo l’inserimento negli elenchi inviati dall’ANSPI nazionale al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al n. 58 del registro nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale (APS) e l’iscrizione al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale con determinazione della Giunta Regionale n° 1098 del 23 febbraio 2009.

L’ANSPI è un’associazione nazionale, civile ed ecclesiale, a servizio degli oratori e circoli, liberamente promossa da cittadini credenti che si propongono di contribuire alla formazione umana e cristiana della gioventù secondo il principio dell’educazione integrale della persona, valorizzando il ruolo primario della famiglia e della comunità educante la quale, nella comunione ecclesiale, condivide la responsabilità di un Progetto Educativo promuovendo attività socio-ricreative, sportive e culturali rivolte a tutti.

 

TITOLO I -  DENOMINAZIONE - SEDE - FINALITÀ

 

Art. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE

1.1. L’Associazione denominata “Comitato Regionale ANSPI emilia-romagna” (in seguito più brevemente indicata come “Associazione”), è un “ente non profit” di Promozione Sociale, ai sensi dell’ art. 36 del Codice Civile, della legge 383/2000 e della legge regionale dell’Emilia-Romagna n 34/2002 con sede nel comune di Reggio Emilia.

1.2. Il Comitato Regionale ANSPI è un'Associazione privata, civile e di ispirazione ecclesiale, senza fini di lucro, a servizio degli oratori e circoli affiliati all’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia per gli oratori e i circoli) e geograficamente appartenenti alla Regione civile di pertinenza, ed ha autonomia giuridica, patrimoniale e finanziaria nel rispetto degli scopi e dei principi dell' ANSPI, e nel rispetto dello statuto nazionale, pertanto risponde con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte. Stando ai criteri di sussidiarietà, assume il compito di struttura territoriale dell’Anspi nazionale.

1.3. Nell’ambito del Comitato Regionale i singoli oratori e circoli, costituiti in associazione, sono autonomi, con proprio statuto, regolamento e mezzi finanziari, coordinati dai Comitati Zonali i quali attraverso il Comitato Regionale versano le quote associative annualmente fissate.

1.4. L’ Associazione è retta da norme statutarie e regolamentari basate sul principio di partecipazione all’attività associativa da parte di chiunque in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità.

 

Art. 2 – SCOPO, OGGETTO SOCIALE  E ATTIVITÀ

2.1. L' Associazione non ha scopo di lucro, è apolitica e si ispira ai valori cristiani; si propone di svolgere attività di utilità sociale nei confronti degli associati ed eventualmente di terzi, senza alcuna discriminazione, nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati; si propone in particolare la rappresentanza, la tutela, lo sviluppo degli oratori/circoli attraverso i rispettivi Comitati Zonali ANSPI che coordina, promuove e sostiene a livello regionale.

2.2. A tal fine:

a. coordina le attività formative: culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale, assistenziali, turistiche, ricreative e di formazione extra-scolastica della persona che ritiene utili alla costruzione di una società fondata sul pluralismo e sulla gestione sociale di tutte le istanze dell’educazione permanente, valorizzando il volontariato e la cultura della solidarietà. Al centro di tutto stanno la promozione della persona, e i suoi valori, cui tutte le varie attività devono conformarsi;

b. rappresenta presso le istituzioni civili ed ecclesiali le istanze degli oratori/circoli della regione;

c. prepara e suggerisce i sussidi necessari per lo sviluppo delle attività programmate e per la formazione ed educazione umana e cristiana dei ragazzi, giovani e adulti mediante l’attuazione di progetti e piani formativi rivolti indistintamente a tutti, in sintonia con le indicazione della Conferenza Episcopale Regionale e con l’ANSPI nazionale;

d. potrà favorire la nascita di Associazioni e di Organizzazioni per particolari ambiti di intervento, correlati ai propri fini istituzionali, secondo le modalità stabilite nel regolamento nazionale e potrà egualmente sottoscrivere intese e convenzioni con Enti, Associazioni, Istituzioni.

e. collabora e sostiene gli Enti impegnati in progetti educativi e formativi che abbiano in comune gli stessi valori di fondo;

f. interpreta lo sport e tutte le altre attività come uno strumento per la crescita integrale della persona e quindi collabora con gli Enti di Promozione Sportiva, con le Federazioni Sportive Nazionali, con le Discipline Sportive Associate e con il Coni, impegnandosi a portare il proprio contributo, nel rispetto dei principi e delle rispettive regole competenti e conseguenti, con un proprio progetto di formazione e di programmazione delle attività;

g. promuove corsi per dirigenti e animatori in vari livelli di interesse e di specializzazione, lavorando in rete, con quegli enti impegnati in analoghe attività ove opportuno;

h. sostiene gli oratori e i circoli affiliati mediante i Comitati Zonali nella diffusione dei valori dello sport, del turismo, della musica, del teatro, dei linguaggi mass mediali, del volontariato e della formazione professionale, rivolgendosi a tutte le fasce di età, in una visione cristiana che pone dette attività come momento di crescita educativa, culturale e di maturazione della persona;

i. analizza, discute ed approfondisce le leggi nazionali e regionali; promuove e favorisce le ricerche in tutti i settori in cui opera; incrementa i rapporti tra il mondo associazionistico ed il mondo civile e religioso; cura la partecipazione e la presenza degli aderenti alle iniziative ed in seno alle Organizzazioni ecclesiali e civili che si occupano delle varie tematiche di cui sopra;

l. coordina e promuove l’attività degli oratori e circoli affiliati mediante i comitati Zonali nel rispetto della loro autonomia;

m. avversa la pratica del doping nello Sport, impegnandosi a tutti i livelli per contrastarne l’uso. In questo senso aderisce incondizionatamente alle norme sportive antidoping emanate dal Coni;

n. promuove e organizza attività motorie – sportive e formative.

Tutte le attività sopra elencate vengono svolte nei limiti stabiliti dalle disposizioni in materia di associazioni di promozione sociale. Nel porre in essere le proprie attività, l’Associazione si avvale prevalentemente delle prestazioni volontarie, libere e gratuite degli associati.

 

TITOLO II - SOGGETTI

 

Art. 3 - I TESSERATI ASSOCIATI

3.1. Tesserati sono le persone fisiche associate agli oratori e circoli ANSPI, che liberamente accettano i principi ed i valori dell’associazione: i ragazzi con modalità adeguate alle diverse età, vivono attraverso i diversi ambiti d’impegno, un’esperienza di crescita integrale; gli adulti con la loro personale vocazione favoriscono l’aggregazione aperta a tutti come luogo di riconciliazione e di comunione.

3.2. La qualifica di tesserato si acquisisce al momento del rilascio della tessera.

3.3. I tesserati godono della garanzia assicurativa contro i rischi per i quali è prerogativa del Consiglio Nazionale deliberare la scelta della compagnia assicuratrice, le garanzie richieste, i massimali di copertura.

3.4. Il tesseramento è valido per l’anno solare e scade il 31 dicembre dello stesso anno. Le modalità procedurali per il rinnovo sono demandate al regolamento nazionale di attuazione dello Statuto.

 

Art. 4 -  I SOCI AFFILIATI

4.1. Sono soci dell'Associazione i soci ordinari, ossia gli oratori/circoli affiliati all’ANSPI nazionale in persona dei loro Presidenti pro tempore o in alternativa in persona di altro membro dei rispettivi Consigli Direttivi degli Oratori/Circoli purché delegati dai Consigli stessi.

4.2. L’oratorio/circolo ottiene l’affiliazione quando: è regolarmente costituito senza finalità di lucro, lo statuto rispetti le finalità dell'Associazione Nazionale ed è titolare di minimo 20 tesserati di cui almeno 10 adulti. La domanda di affiliazione viene ammessa ed accettata, attraverso il Comitato Zonale di riferimento dal Consiglio Nazionale, previo pagamento della quota stabilita annualmente dall’ ANSPI nazionale.

4.3. Tutti i soci affiliati sono effettivi ed hanno i medesimi diritti. L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, non può essere disposta per un periodo temporaneo e non è trasmissibile.

4.4. L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità e di uguaglianza. I soci affiliati hanno diritto:

a.  a partecipare all’attività istituzionale dell’ ANSPI;

b.  a partecipare alle assemblee secondo le norme statutarie e regolamentari;

c.  a fruire dei vantaggi e delle agevolazioni eventualmente disposte dall’ ANSPI;

d.  al voto per l’approvazione del bilancio o rendiconto economico e finanziario annuale, nei tempi e modi stabiliti dallo Statuto;

e. a poter usufruire dei servizi resi all’Associazione direttamente e indirettamente all’ANSPI.

4.5. I soci affiliati hanno l’obbligo di :

a.  osservare e far osservare ai tesserati lo statuto ed i regolamenti dell’ ANSPI stessa, nonché le deliberazioni e le decisioni dei suoi organi, adottate nel rispetto delle singole sfere di competenza;

b.  adempiere agli obblighi di carattere economico secondo le norme e deliberazioni dell’ ANSPI nazionale;

c.  garantire ai tesserati la necessaria assistenza tecnica, morale, medico-sportiva e spirituale, per la partecipazione alle attività dell’ ANSPI.

4.6. Tutti i soci sono obbligati a versare le quote associative e le somme integrative, così come deliberate dal Consiglio Direttivo Regionale a titolo meramente risarcitorio delle spese sostenute per le attività istituzio-nali e per la produzione di eventuali servizi forniti ai soci o a particolari categorie tra questi identificate.

4.7. La quota o contributo associativo, oltre che non trasferibile non è mai rivalutabile. Rientra nei doveri di ciascun socio, tra gli altri, anche:

a. sostenere e collaborare alle attività promosse dall’Associazione;

b. partecipare alle riunioni e alle assemblee indette dal Consiglio Direttivo Regionale;

 

Art. 5 – QUOTE, CONTRIBUTI E ASSICURAZIONE

5.1 I soci affiliati e i Comitati Zonali pagano la quota annuale nella misura indicata dai rispettivi organi deliberativi oltre la quota stabilita dall’Anspi nazionale. Tale quota viene versata al Comitato Regionale, attraverso il Comitato Zonale, nelle modalità stabilite dal regolamento nazionale.

5.2 L’Associazione provvederà a verificare che gli oratori/circoli affiliati siano forniti di copertura assicurativa contro la responsabilità civile verso terzi sulla scorta di elementi e parametri forniti dalla Presidenza Nazionale, dotandosi anch’essa di tale copertura assicurativa. Dovrà inoltre sottoscrivere copertura assicurativa contro gli infortuni a beneficio dei singoli soci. In tutti i casi dovrà usufruire delle specifiche convenzioni attivate dalla Presidenza Nazionale ANSPI.

 

Art. 6 - RINUNCIA, DECADENZA ED ESCLUSIONE DEI SOCI

6.1 Chiunque aderisca all’Associazione può in qualsiasi momento notificare la sua volontà di recedervi, con efficacia dal trentesimo giorno successivo a quello nel quale tale comunicazione è ricevuta dal Consiglio Direttivo, salvo che lo stesso Consiglio Direttivo nell’esaminare la richiesta non ne accordi un minor termine.

6.2 Oltre al caso di rinuncia, i soci perdono tale qualifica e decadono quando non provvedano al versamento delle quote associative annuali nei modi e nei termini previsti dal regolamento nazionale.

6.3 In presenza di gravi motivi il socio può essere escluso con deliberazione del Consiglio Direttivo Regionale. L’esclusione ha effetto dal quindicesimo giorno successivo alla comunicazione di tale decisione all’interessato. Tale comunicazione deve contenere i motivi per i quali è stata deliberata e qualora l’escluso non li condivida può adire il procedimento arbitrale meglio precisato nello statuto nazionale.

 

Art. 7 - DIRITTO DI RIVALSA

Il Comitato Regionale ha diritto di rivalsa contro chiunque provochi danni materiali o morali al patrimonio e alla reputazione della Associazione stessa.

 

TITOLO III - ORDINAMENTO

 

Art. 8 -  ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

8.1. Sono organi dell’Associazione:

- l’Assemblea Regionale;

- il Consiglio Direttivo Regionale;

- il Presidente Regionale

8.2. Gli organi direttivi durano in carica quattro anni in coincidenza con il quadriennio olimpico. Le assemblee elettive territoriali per il rinnovo delle cariche devono celebrarsi prima delle elezioni degli organi territoriali del Coni, entro il 31 marzo con eventuali deroghe da parte del Consiglio Nazionale.

 

Art. 9 -  L’ASSEMBLEA REGIONALE

9.1 L’Assemblea dei soci è l’organo primario dell’Associazione. Le sue deliberazioni sono sovrane. Essa è indetta dal Consiglio Direttivo ed è convocata dal Presidente dell’Associazione o, in caso di suo impedimento dal Vice Presidente o, in subordine, dal Consigliere più anziano.

9.2 L’assemblea regionale è costituita dai delegati eletti nelle assemblee zonali in misura di un Delegato per ogni Comitato Zonale, altresì, di un Delegato ogni 20 (venti) soci affiliati, escludendo ogni frazione inferiore o superiore al numero di 20 affiliati, aventi diritto a voto nell’ambito del Comitato Zonale di riferimento. Questi ultimi, a differenza del Presidente del Comitato Zonale, sono eletti annualmente ma con le stesse modalità.

9.3 I delegati, secondo quanto previsto dall’art. 4.1, sono maggiorenni e a loro volta tesserati degli oratori/circoli in regola con il versamento delle quote associative che tali risultino da almeno il ventesimo giorno precedente la data dell’Assemblea. Hanno tutti i medesimi poteri di intervento e di voto, sia che si deliberi in sede ordinaria che straordinaria.

9.4 Vige il principio del voto singolo di cui all’art. 2538, secondo comma, del Codice Civile. Non sono ammesse deleghe.

9.5 In via ordinaria l’Assemblea viene convocata almeno una volta all’anno, entro il 31 marzo, per l’approvazione del rendiconto economico e finanziario, per l’eventuale rinnovo delle cariche sociali, e per ogni altra decisione che le compete o le viene sottoposta.

9.6 In via straordinaria deve essere obbligatoriamente convocata entro 30 giorni e celebrata nei successivi 30 a seguito di richiesta scritta e motivata presentata da almeno la metà più uno dei delegati aventi diritto a voto; da almeno la metà più uno dei componenti il Consiglio Regionale e dalla metà più uno degli associati.

9.7 L’ Assemblea è presieduta da un Socio, eletto dall'Assemblea stessa, il quale designa il segretario, e si distingue in ordinaria o straordinaria.

9.8 Spetta alla Commissione Verifica Poteri di constatare il diritto dei presenti a partecipare all’Assemblea e la validità della costituzione dell’Assemblea stessa.

9.9 L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente la metà più uno dei delegati aventi diritto; in seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei delegati intervenuti. L’avviso di convocazione deve prevedere anche orario e luogo di svolgimento della seconda convocazione, che deve avvenire almeno 24 ore dopo la prima.

9.10 L'Assemblea straordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno i due terzi dei delegati eletti aventi diritto di voto ed in seconda convocazione con almeno la metà degli anzidetti delegati.

9.11 Qualora validamente costituita l’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

9.12 In caso di scioglimento e di devoluzione del patrimonio l’assemblea straordinaria, di primo grado, è validamente costituita, in prima e seconda convocazione, con la presenza di almeno i tre quarti degli affiliati aventi diritto a voto, e delibera con il voto favorevole di almeno tre quarti degli stessi.

9.13 L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, viene convocata a mezzo posta ordinaria e/o media associativi con almeno quindici giorni di anticipo rispetto alla data della riunione. Al fine di tutelare l’effettività del rapporto associativo con idonee modalità deve essere inoltre garantito un idoneo regime pubblicitario per le deliberazioni assembleari assunte, per i bilanci e i rendiconti economici e finanziari conseguentemente approvati.

9.14 L’assemblea ordinaria:

a.  elegge ogni quattro anni, entro il 31 marzo, il Presidente regionale ed i componenti il Consiglio Direttivo Regionale;

b.  approva ogni anno il bilancio di previsione, le eventuali variazioni allo stesso ed il bilancio consuntivo del Comitato regionale;

c.  determina gli indirizzi secondo i quali deve svolgersi l’attività dell’Associazione e delibera sulle proposte di adozione e modifica dei regolamenti;

d.  delibera su ogni altro argomento iscritto all’ordine del giorno.

9.15 L’assemblea straordinaria:

a. elegge, nelle ipotesi di vacanza previste dal presente Statuto verificatesi prima della fine quadriennale del mandato, l’intero Consiglio Direttivo Regionale ed il suo Presidente;

b.  delibera sulle proposte di modifica dello statuto regionale;

c. delibera sullo scioglimento dell’Associazione;

d.  delibera sugli altri argomenti posti all’ordine del giorno.

9.16 L’ Assemblea elegge la Commissione Scrutinio, composta da tre componenti di cui uno con funzione di Presidente, scegliendone i componenti al di fuori del Consiglio Regionale e dei candidati alle cariche elettive tra i tesserati ANSPI.

9.17 Per l’elezione alle cariche sociali è obbligatorio votare a scrutinio segreto. Negli altri casi si vota normalmente per alzata di mano, salvo diversa determinazione dell’Assemblea.

9.18 Per tutto quanto non previsto nel presente articolo si fa rinvio alle disposizioni relative all’ assemblea nazionale, in quanto applicabili in via analogica, nonché alle norme del regolamento nazionale di attuazione dello Statuto purché non in contrasto con la disciplina nazionale e regionale delle associazioni di promozione sociale.

 

Art. 10 – CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE

10.1 Il consiglio Direttivo Regionale è l’organo responsabile della gestione dell’Associazione e cura         collegialmente tutta l’attività associativa, è eletto dall’Assemblea regionale per la durata di  quattro anni, salvo i casi di decadenza anticipata disciplinati dal presente Statuto ed è  costituito dal Presidente che lo presiede e da:

a) un minimo di 4 membri quando sono presenti sul territorio della Regione fino a 5 Comitati zonali;

b) un minimo di 6 membri quando sono presenti sul territorio della Regione fino a 9 Comitati zonali;

c) un minimo di 8 membri quando sono presenti sul territorio della Regione oltre 10 Comitati zonali;

tutti maggiorenni aventi diritto al voto che possono vantare una anzianità associativa di almeno sei mesi.

10.2 Il Consiglio Direttivo Regionale si riunisce entro 15 giorni dalla elezione assembleare convocato e presieduto dal Presidente ed in tale prima riunione ripartisce tra i suoi componenti le cariche di Vice Presidente, Tesoriere, Segretario, Delegati alle varie attività:

a. Il Vice Presidente coadiuva e sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento.

b. Il Tesoriere cura la corretta esecuzione e tenuta degli atti e dei registri contabili ed è responsabile della cassa.

c. Il Segretario redige il verbale delle riunioni e costituisce l’archivio del Comitato Regionale.

d. I Delegati alle varie attività svolgono i loro compiti secondo le deliberazioni del Consiglio Direttivo Regionale.

10.3 Il Consiglio Direttivo Regionale si riunisce ordinariamente almeno ogni tre mesi e straordinaria-mente quando il Presidente o un terzo dei Consiglieri ne chiedono la convocazione. La riunione è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo Regionale o, in caso di suo impedimento dal Vice Presidente o, in subordine, dal Consigliere più anziano o, in ultima istanza, dalla persona designata dagli intervenuti. Le riunioni sono valide se è presente la maggioranza assoluta dei componenti assegnati, e le deliberazioni sono approvate a maggioranza dei presenti, in caso di parità prevale il voto di chi presiede.

Il Consigliere assente a tre riunioni consecutive senza giustificato motivo può essere dichiarato decaduto e sostituito con il primo dei non eletti.

10.4 Al Consiglio Direttivo Regionale compete in particolare:

a. la richiesta annuale di partecipazione ai riconoscimenti nazionali Anspi secondo la procedura prevista;

b. la redazione annuale e la presentazione in Assemblea di un rendiconto economico e finanziario dell’attività svolta nel corso dell’anno solare precedente;

c. la presentazione di un piano programmatico e finanziario preventivo relativo alla attività da svolgere nel nuovo anno sociale e le eventuali variazioni allo stesso, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea regionale;

d. l’attuazione delle linee programmatiche approvate dall’Assemblea;

e. l’individuazione degli strumenti o dei servizi per la realizzazione dei fini istituzionali;

f. la fissazione delle quote sociali di competenza regionale;

g. la proposta di modifica dello Statuto e la proposta e l’emanazione e la modifica dei Regolamenti sociali;

h. l’amministrazione dei fondi a disposizione del Comitato Regionale;

i. di coordinare e far attuare, nei confronti dei Comitati Zonali della Regione, le disposizioni e le norme emanate dagli organi nazionali dell’ ANSPI, di cui ha la rappresentanza nell’ambito del territorio in cui opera, purché tali norme non siano in contrasto con quelle in materia di associazioni di promozione sociale ai sensi della legge 383/2000 e della legge della Regione Emilia-Romagna n 34/2002 e successive eventuali modifiche.

l. l’istituzione di commissioni e la nomina di rappresentanti negli organismi pubblici e privati, federazioni ed altri enti;

m. il curare e mantenere i rapporti con la Regione, con gli Enti locali e con tutti gli altri Enti ed Istituzioni a carattere regionale;

n. l’elaborazione di progetti finalizzati a finanziamenti regionali, nazionali, comunitari di altri Enti Pubblici e di soggetti privati;

o. la facoltà di nominare tra i soci, dei soggetti esterni all’ambito consigliare, incaricati a svolgere particolari funzioni stabilite di volta in volta dal Consiglio Direttivo Regionale, tra i quali anche il candidato alla figura di assistente spirituale; tali soggetti non saranno sostituti dei consiglieri e delle loro funzioni;

p. il coordinamento regionale delle attività formative, culturali, sportive, di promozione sociale, assistenziali, turistiche, ricreative e di formazione extra-scolastica della persona, che ritiene utili alla costruzione di una società fondata sul pluralismo e sulla gestione sociale di tutte le istanze dell’educazione permanente, valorizzando il volontariato e la cultura della solidarietà;

10.5 Tutte le cariche associative sono gratuite, non ne consegue alcun compenso, salvo il rimborso delle spese documentate sostenute per ragioni dell’ufficio ricoperto, purché nell’ambito di quanto preventivamente autorizzato dal Consiglio Direttivo Regionale.

 

Art. 11 -  PRESIDENTE REGIONALE

11.1 Il Presidente regionale è eletto dall’Assemblea regionale e dura in carica quattro anni, salvo i casi di decadenza anticipata previsti dal presente Statuto.

11.2 Ha la rappresentanza legale dell’Associazione e, nei confronti dei terzi, esercita i poteri di firma e di ordinaria amministrazione.

11.3 Cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo Regionale e nei casi di urgenza può esercitare i poteri del Consiglio Direttivo, salvo ratifica da parte di questo alla prima riunione utile.

11.4 In caso di impedimento è sostituito dal Vicepresidente, che ne assume tutti i poteri.

11.5 Convoca e presiede, salvo i casi statutariamente previsti, le riunioni del Consiglio Regionale e, nei termini e nelle fattispecie previste, convoca l’Assemblea Regionale ordinaria e straordinaria.

11.6 Predispone annualmente una relazione gestionale sulle attività del Comitato da sottoporre all’assemblea.

11.7 Provvede all’erogazione delle somme destinate all’attività del Comitato, su deliberazione dei competenti organi.

 

Art. 12 - DECADENZA DEL  PRESIDENTE E DEL CONSIGLIO DIRETTIVO REGIONALE

12.1 Le dimissioni che originano la decadenza degli organi sono considerate irrevocabili.

12.2 La prorogatio va limitata nel tempo. In ogni caso, entro il termine massimo di 60 giorni dall’evento che ha determinato la decadenza, dovrà essere celebrata l’Assemblea Straordinaria elettiva. Nel termine anzidetto, da considerarsi perentorio, dovranno essere ricostituiti gli organi decaduti.

12.3 Le seguenti fattispecie sono disciplinate come per ciascuna specificato:

a) impedimento definitivo o cessazione dalla carica di Presidente per qualsiasi motivo: decadenza immediata del Consiglio. L’ordinaria amministrazione spetterà al Vicepresidente che dovrà provvedere alla convocazione dell’Assemblea elettiva straordinaria;

b) dimissioni del Presidente: decadenza immediata del Presidente e del Consiglio. Quest’ultimo resterà in prorogatio per l’ordinaria amministrazione, da espletarsi unitamente al Presidente o, in caso di dichiarata impossibilità da parte di quest’ultimo, unitamente al Vicepresidente;

c) dimissioni contemporanee, in quanto presentate in un arco temporale inferiore a sette giorni, della metà più uno dei Consiglieri: decadenza immediata del Consiglio e del Presidente cui spetterà l’ordinaria amministrazione sino alla celebrazione dell’assemblea straordinaria.

d) mancata approvazione del bilancio consuntivo da parte dell’Assemblea: decadenza immediata del Consiglio e del Presidente, il quale provvederà a convocare e celebrare l’assemblea straordinaria entro 60 giorni dall’evento. Il Presidente ed il Consiglio restano in regime di prorogatio per l’espletamento dell’ordinaria amministrazione sino alla celebrazione dell’Assemblea straordinaria.

 

Art. 13 - L’ASSISTENTE SPIRITUALE

13.1 Stando i valori di fondo che ispirano l’associazione, il Consiglio in carica propone all’autorità ecclesiastica competente la nomina dell'assistente spirituale regionale, per la durata di quattro anni in corrispondenza del proprio mandato. La figura dell’Assistente Spirituale ha funzioni meramente consultative e non ha diritto di voto.

13.2 Partecipa alle riunioni regionali, senza diritto di voto, portando il contributo del suo servizio ministeriale alle linee programmatiche dell'ANSPI nazionale ed alle principali attività dell'Associazione.

 

Art. 14 – VIGILANZA E COMMISSARIO STRAORDINARIO

14.1 L’Associazione, come associazione privata, sottostà alla vigilanza della competente autorità ecclesiastica come precisato nell’art. 13, pertanto questa autorità può liberamente vigilare sull’integrità della fede e dei costumi nelle attività proposte dall’Associazione stessa anche in merito a tutte le attività, procedure e deliberazioni prese. Alla stessa compete dare istruzioni perché si evitino dispersioni di forze. Tali attività di vigilanza o di monitoraggio o di fornire istruzioni sull’attività svolta effettuate dalla competente autorità ecclesiastica non sono vincolanti per il consiglio direttivo, mantenendo tuttavia un importante riferimento nelle linee programmatiche.

14.2 Qualora il comitato regionale si trovasse nella condizione di gravi irregolarità di gestione ripetute, o gravi violazioni dell’ordinamento associativo, il Consiglio Nazionale nomina un Commissario.

14.3 Contro tale deliberazione si può ricorrere, entro e non oltre quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, al Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri, il quale pronuncerà entro i successivi dieci giorni una risposta definitiva ed inoppugnabile.

14.4 Il Commissario, nei sessanta giorni successivi alla sua nomina, venendo meno i termini del possibile ricorso, provvede all’indizione dell’Assemblea elettiva, da tenersi nei trenta giorni successivi, allo scopo di ripristinare il regolare funzionamento del Comitato.

 

TITOLO IV  - PATRIMONIO ED ESERCIZIO FINANZIARIO

 

Art. 15 - PATRIMONIO E FONTI DI FINANZIAMENTO

15.1 Il patrimonio dell’Associazione è costituito dai beni immobili che pervengono ad essa a qualsiasi titolo, da elargizioni e contributi da parte di Enti pubblici e privati o persone fisiche, dagli avanzi netti di gestione.

15.2 Per l’adempimento dei suoi compiti l’Associazione dispone delle seguenti entrate:

a) contributi dei soci, degli enti e dei privati, proventi derivanti dalle attività statutarie, liberalità;

b) proventi delle “quote associative” e delle eventuali “quote integrative”;

c) sottoscrizioni, raccolte pubbliche, donazioni, contributi e lasciti di Enti pubblici, privati, Associazioni e soci;

d) proventi derivanti da eventuali e occasionali attività commerciali, determinate nei limiti dei costi specifici di diretta imputazione sostenuti per la loro produzione.

15.3 Le elargizioni liberali in denaro, le donazioni, i legati e i lasciti sono accettati, secondo le procedure di legge, dal Consiglio Regionale.

15.4 I proventi derivanti da eventuali attività commerciali o produttive marginali, sono inseriti in apposite voci di bilancio.

15.5 E' fatto divieto di dividere o distribuire, anche in forme indirette o differite, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali tra i Soci, sia durante la vita che allo scioglimento dell'Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

15.6 I residui attivi e gli avanzi di gestione sono impiegati e reinvestiti esclusivamente per le attività istituzionali statutariamente previste.

15.7 In nessun caso, e quindi neppure in caso di scioglimento della Associazione né in caso di estinzione, di recesso, o di esclusione dall’Associazione può farsi luogo alla ripetizione di quanto versato all’Associazione a titolo di versamento al fondo di dotazione.

15.8 I versamenti dei soci non creano altri diritti di partecipazione e, in particolare, non creano quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né per successione a titolo particolare, né per successione a titolo universale.

15.9 Il Consiglio Direttivo Regionale annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi sia all’atto dell’adesione iniziale che dei successivi rinnovi.

 

Art. 16 -  ESERCIZIO SOCIALE

16.1 L’esercizio sociale si svolge dal 1° gennaio al 31° dicembre di ogni anno.

16.2 Entro il 31 marzo, il Consiglio Direttivo Regionale ha l’obbligo di sottoporre all'approvazione dell'Assemblea Regionale il rendiconto economico finanziario dell'anno precedente nonché il preventivo dell'anno corrente.

 

TITOLO V - DISPOSIZIONI FINALI

 

Art. 17 - SCIOGLIMENTO

17.1 La durata dell’Associazione è illimitata.

17.2 Lo scioglimento della stessa deve essere approvato dall’Assemblea secondo le modalità e con le maggioranze previste nei precedenti articoli. Con le stesse regole devono essere nominati i liquidatori.

17.3 In caso di scioglimento per qualsiasi causa esso intervenga, la devoluzione del patrimonio sarà effettuata ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di utilità sociale, secondo la legge della Regione Emilia-Romagna n 34/2002 e successive eventuali modifiche, sentito l’Organismo di controllo di cui all’ art.3, comma 190, della legge 662/96 e salvo diversa destinazione sempre imposta dalla legge.

 

Art. 18 - MODIFICHE STATUTARIE

18.1 Le proposte di modifica dello Statuto, determinate e specifiche, possono essere avanzate dal Consiglio Direttivo Regionale e dagli affiliati aventi diritto a voto, nelle modalità previste dall’art. 9 del presente statuto.

18.2 Le proposte formulate dagli affiliati, di cui al precedente comma, devono pervenire al Consiglio Regionale almeno quarantacinque giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea.

18.3 L’ordine del giorno dell’Assemblea, con il testo delle proposte di modifica dello Statuto, deve essere inviato agli aventi diritto a voto almeno trenta giorni prima della data fissata per  l’Assemblea.

18.4 Le modifiche statutarie devo essere in armonia con lo statuto Nazionale e preventivamente approvate dal Consiglio Nazionale.

 

Art. 19 - CLAUSOLA COMPROMISSORIA

19.1 Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente Statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa, secondo i principi generali del procedimento disciplinare nazionale al giudizio del Procuratore Sociale che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato rituale. In ogni caso attenendosi agli organi di giustizia previsti dall’ANSPI nazionale.

 

Art. 20 - DISPOSIZIONI FINALI

20.1 Per quanto non previsto nel presente statuto si fa riferimento suppletivamente al Codice Civile e quindi alle normative vigenti in materia di associazionismo di Promozione Sociale sia a livello nazionale che regionale, e per i fini sportivi alle disposizioni del Coni emanate per gli Enti di Promozione Sportiva purché compatibili e non in contrasto con la normativa in materia di associazionismo di promozione sociale.

20.2 Il presente statuto sostituisce integralmente o annulla a tutti gli effetti ogni altro eventuale precedente testo di statuto dell’Associazione, nonché qualsiasi norma regolamentare dell’associazione che risulti in contrasto con esso.

 

Art. 21 – NORMA TRANSITORIA

21.1 In caso di approvazione del presente Statuto da parte dei competenti organi istituzionali, tutti gli organi associativi precedentemente eletti resteranno in carica sino alla celebrazione dell’assemblea elettiva da tenersi nei termini stabiliti e previsti dall’art. 8.2 del presente statuto.

21.2 L’Assemblea delega il Presidente Regionale ad apportare eventuali modifiche integrative necessarie al mantenimento dei riconoscimenti precedentemente ottenuti consentendo di perfezionare lo statuto ai sensi dell’art. 2 del D.M. 471/2001 lettera a).

Il presente statuto sostituisce integralmente o annulla a tutti gli effetti ogni altro eventuale precedente testo di statuto dell’Associazione, nonché qualsiasi norma regolamentare dell’Associazione che risulti in contrasto con esso. È stato approvato da regolare Assemblea dei soci in Bologna il 27 ottobre 2012.

 

Statuto conforme al Decreto Legislativo n° 460  del 4 dicembre 1997  "Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale", alla Legge n. 383 del 7 dicembre 2000 “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”, e alla legge Regionale dell’Emilia-Romagna n° 34/2002 "Norme per la valorizzazione delle Associazioni di Promozione Sociale"

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